subscribe: Posts | Comments

“Saturno perderà gli anelli nel cielo del 2025” dal “Grifone” dell’Ente Fauna Siciliana.

0 comments
“Saturno perderà gli anelli nel cielo del 2025” dal “Grifone” dell’Ente Fauna Siciliana.

Dalla Rivista Grifone dell’Ente Fauna Siciliana:

SATURNO PERDERÀ

GLI ANELLI NEL CIELO DEL 2025

di  Giuseppe Sperlinga

ALLINEAMENTO PLANETARIO 28 FEBBRAIO 2025

Il nuovo anno astronomico si è presentato col Lunistizio maggiore: il 13 gennaio la Luna Piena era nel punto più settentrionale del cielo in cui può sorgere sull’orizzonte orientale, raggiungendo così il punto più alto sulla volta celeste. È un fenomeno che si ripete ogni 18 anni e 223 giorni ed è molto atteso dagli astrofotografi, astronomi, appassionati del cielo e archeoastronomi, con questi ultimi che ne approfitteranno per capire se la costruzione dei megaliti di Stonehenge tenga conto anche dei cicli lunari oltre che di quelli solari. Come tutti gli astri, la Luna si leva a Est e cala a Ovest, ma non sempre dagli stessi punti, che cambiano durante il mese e raggiungono i loro limiti estremi ogni circa 19 anni per poi invertire il percorso con l’inizio di un nuovo ciclo. A questo punto, l’argenteo satellite naturale terrestre sembra “fermarsi” e appare insolitamente alto o basso nel cielo notturno, sorgerà o tramonterà molto più a Nord o a Sud rispetto agli altri periodi: sono il Lunistizio maggiore e minore, paragonabili al Solstizio estivo e invernale terrestri.

LUNISTIZIO E STONEHENGE

   Saranno quattro le eclissi del 2025: due totali di Luna, il 14 marzo (visibile solo la parte iniziale) e il 7 settembre (potremo osservarla dalla fine della totalità) nonché due parziali di Sole, il 29 marzo (visibile solo dall’Italia centro-settentrionale) e il 21 settembre (non visibile dall’Italia). Nel nuovo anno, il Signore degli anelli, Saturno, non metterà in mostra i suoi famosi anelli. La notte del 23 marzo, infatti, l’appariscente sistema di anelli che avviluppa il pianeta sarà quasi del tutto invisibile all’osservazione. La temporanea “scomparsa” degli anelli si verifica ogni una quindicina d’anni, anelli che ovviamente non spariranno nel nulla, ma appariranno sottili perché li vedremo di taglio e ciò farà sì che Saturno sembri privo della sua corte di anelli, un’illusione ottica dovuta all’inclinazione del pianeta che non ce li farà vedere da marzo e novembre.

   Nel cielo di gennaio, tra lo Zenit e l’orizzonte meridionale, ha spiccato l’asterismo dell’Esagono Invernale, ai cui vertici sono poste procedendo in senso antiorario le stelle Rigel di Orione, Aldebaran del Toro, Capella dell’Auriga, Polluce dei Gemelli, Procione del Cane Minore e Sirio del Cane Maggiore. Inscritto all’Esagono, vi è un altro asterismo, quello del Triangolo Invernale, formato da Betelgeuse, Procione e Sirio.

SATURNO (Foto FRANCO TRAVIGLIA OSSERVATORIO ASTRONOMICO SALTO PRIMAVERA – SCORDIA, 27 LUGLIO 2023)

Ma, il vero dominatore della scena celeste delle fredde nottate di gennaio è stato sempre lui, Orione, il grande cacciatore che fu punito per la sua superbia e vanità nell’attività venatoria da Era, che lo fece uccidere da uno scorpione. Zeus portò in cielo entrambi, Orione e lo Scorpione, ma fece in modo che i due non dovessero più incontrarsi, neppure nel cielo, con il primo che domina i freddi cieli invernali e il secondo quelli estivi. Non fidandosi del perfido aracnide, il Padre degli Dei collocò tra i due il Sagittario pronto a scoccare una delle sue micidiali sagitte qualora l’animale dovesse cedere di nuovo alla tentazione di pungere il fedele amico di Artemide, Orione. Al fianco di Orione, vi sono i suoi inseparabili cani, Sirio e Procione, e sopra di lui, allo Zenit, vi è l’Auriga. Da qui, andando in senso antiorario, s’incontrano i Gemelli, la Giraffa, la Lince, la Lepre, il Toro e il Perseo. A Ovest, si avviano a tramontare l’Ariete, i Pesci, Andromeda e Pegaso. Dalla parte opposta, a Est, sono già apparsi il Cancro e il Leone, mentre fa capolino la Vergine. Nel cielo settentrionale, ruotano attorno alla Polare dell’Orsa Minore, a Nord-Est, il Gran Carro dell’Orsa Maggiore e, dal lato opposto, la “W” di Cassiopea e la “casetta” di Cefeo. La larga fascia della Via Lattea si è stagliata da Nord-Ovest a Sud-Est passando per lo Zenit.

   Il 3 gennaio, alle 20, vi è stato il passaggio delle Quadrantidi, una pioggia di 110 stelle cadenti all’ora la cui visione non sarà ostacolata dal sottile falcetto di Luna crescente. Alle 18.30 del giorno dopo, sabato 4, la Luna ha occultato Saturno dalla parte del bordo oscuro, il fenomeno è stato visibile a occhio nudo o con l’ausilio di un binocolo. Purtroppo, dalla Sicilia centro-orientale e dalla Calabria ionica si è visto soltanto una strettissima congiunzione tra i due corpi celesti. Il minuscolo Mercurio si è reso visibile all’alba; Venere ha brillato in prima serata; Marte, Giove e Urano per gran parte della notte. Il pianeta rosso Marte è stato all’opposizione la notte del 16 gennaio e per alcune settimane è apparso più grande e luminoso nel cielo. Ciò vuol dire che il pianeta si è trovato dalla parte opposta al Sole rispetto alla Terra, esattamente a 180° da dove si trova la nostra stella diurna nel cielo, tale che, quando il Sole tramontava a occidente, Marte sorgeva a oriente. L’opposizione può essere raggiunta pure dalle comete, dagli asteroidi e dalla Luna Piena, la quale essendo opposta al Sole è totalmente illuminata dalla luce solare.

ESAGONO INVERNALE CON TRIANGOLO INVERNALE

   Tra le varie congiunzioni, molto bella è stata quella tra la Luna e le Pleiadi alle 2 di giovedì 10 e quella tra Venere e Saturno alle 18.40 di domenica 19 gennaio. Spettacolare come sempre, il 21 gennaio e nei giorni successivi, è stato l’allineamento di sei pianeti: Marte, Giove, Urano, Nettuno, Venere e Saturno, visibili per alcune ore dopo il tramonto, perché gli ultimi tre sono scesi sotto l’orizzonte prima di mezzanotte. A questa parata planetaria non ha partecipato Mercurio, che in quei giorni si trovava dall’altra parte del Sole. Non è superfluo rammentare che, quando si verifica un allineamento dei pianeti, non vuol dire che essi sono fisicamente vicini, li vediamo prospetticamente vicini in fila indiana lungo un’apparente linea retta, si tratta insomma di una illusione ottica. È, altresì, importante ricordare che l’allineamento planetario non si riduce a una sola serata-nottata, perché la parata planetaria si potrà ammirare anche in altri giorni vicini alla data prevista. Altro allineamento planetario si verificherà il 28 febbraio e in quell’occasione i pianeti saranno sette perché alla parata si aggiungerà pure il minuscolo Mercurio. 

TRIANGOLO INVERNALE CON ORIONE

Il cielo delle limpide e fredde notti del “corto e amaro” febbraio (nel senso che, una volta, era il mese più breve e più gelido dell’anno, ma con lo scombussolamento climatico in atto ha perso questa privativa), ci riserva spettacoli celesti di incomparabile fascino. Sera dopo sera, è possibile notare il lento mutamento dello scenario celeste: le costellazioni che hanno dominato il firmamento invernale (Pesci, Ariete, Toro, Balena) si spostano sempre di più verso occidente, mentre dalla parte opposta, nel cielo orientale, cominciano a fare capolino le costellazioni che preannunciano l’arrivo della primavera (Vergine, Leone, Chioma di Berenice). Sopra le nostre teste, allo zenit, se il cielo non è rischiarato dal riverbero delle luci cittadine, possiamo scorgere la debole costellazione della Lince, a Nord-Est della quale troneggia l’Orsa Maggiore seguita dal Bifolco (il Bovaro o Boote) con la luminosa Arturo. Sotto, si riconoscono il Leone Minore e il Leone con Regolo, cui seguono verso Ovest il Cancro, i Gemelli con i Dioscuri Castore e Polluce e l’Auriga con Capella, la sesta stella più luminosa del cielo notturno. Nell’orizzonte settentrionale, dalla parte opposta all’Orsa Maggiore, vi è l’inconfondibile “W” della vanitosa regina Cassiopea, la quale verso Est ha accanto la “casetta” del suo celeste sposo, il re Cefeo, seguito dal lungo e sinuoso Drago, mentre verso Ovest si riconoscono Andromeda, Perseo e la Giraffa, tutte a ruotare attorno alla Polare, la stella più luminosa del Piccolo Carro dell’Orsa Minore: sono le cosiddette costellazioni circumpolari, quelle che non sorgono né tramontano mai, sono presenti nel cielo tutto l’anno. A Sud-Ovest, giganteggia la silhouette di Orione, con ai piedi la Lepre, in compagnia dei suoi cani: Sirio del Cane Maggiore e Procione del Cane Minore.

COSTELLAZIONE DI ORIONE

   Tutti i pianeti saranno visibili dopo il tramonto, nel corso della serata e della nottata. Come già detto prima, un altro allineamento planetario si verificherà il 28 febbraio: tutt’e sette i pianeti, quelli visibili a occhio nudo (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) e quelli osservabili con l’ausilio di un telescopio (Urano e Nettuno), li vedremo idealmente allineati in cielo come se sfilassero in parata: Mercurio sarà visibile al tramonto per non oltre un paio di ore; Venere, Saturno e Nettuno si mostreranno di sera; Marte, Giove e Urano brilleranno per buona parte della notte.

COSTELLAZIONE DI CASSIOPEA

    Auguri per il nuovo anno astronomico a coloro che hanno avuto la pazienza di leggerci fin qui e cieli sereni a tutti.

                                                                                               GIUSEPPE SPERLINGA

________________________________________________________________________________________

NOTA BENE: L’ARTICOLO DI CUI QUI SOPRA

E’ TRATTO DALLA RIVISTA GRIFONE  n° 1/del 28 Febbraio 2025,

pag. 11, a cura dell’ENTE FAUNA SICILIANA.

SFOGLIA  TUTTO IL NUMERO DELLA RIVISTA:

Grifone anno XXXIV n. 1 (181) 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *